banchina porto di rimini

Rimini e il mare… il fascino di un mito fatto di lacrime e fortuna

Rimini e il mare. Una storia, un intreccio, un rapporto controverso, di fortuna ma anche di lacrime e tortura.

La Rimini che conosciamo oggi – turistica e vacanziera – non è che il punto d’arrivo di una mutazione che ebbe inizio negli anni ’60, quando l’Italia del boom economico scoprì il “tempo della vacanza” e con esso la Riviera e Rimini sopra tutte. È facile ripetere che in questi 50 anni Rimini si è fatta conoscere in giro per il mondo, in Europa soprattutto, come la meta del divertimento italiano. Un divertimento associato alle notti folli ma anche al mare e alle spiagge.

Ma il mare ha un altro volto, quello burrascoso degli inverni, ma soprattutto quello del “nemico da rispettare”.
Se è vero che ancora oggi Rimini è legato al mare dalla pesca, è ancor più vero che prima di quel boom economico la pesca era l’unico modo di sfruttare questo specchio d’acqua. Vecchie foto ci riportano a tempi lontani, quando donne avvolte in scialli allungavano gli sguardi verso l’orizzonte in attesa del ritorno dei propri cari. E di barche che non tornarono ce ne furono più di una. Alcune storie ancora volano di bocca in bocca, altre si sono perdute tra le pieghe della memoria e rimangono lì, taciute… come se fossero nascoste in fondo al mare.

Ma una di queste la vogliamo ricordare.
Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio del 1929, un forte vento sorprese in alto mare
diverse imbarcazioni romagnole. Una più di tutte trasformò la sua storia in tragedia. Si trattava dell’imbarcazione riccionese Bruna che nel mezzo della tempesta cercò di trovare rifugio nel porto di Rimini. Purtroppo senza successo. Così quella notte persero la vita ben 5 marinai.
Poco tempo dopo il naufragio si tennero i funerali. Solo il corpo di uno di loro, Roberto Pronti venne ritrovato. Si dovette attendere sino a giugno perché il mare ridesse indietro i corpi di altri due componenti dell’equipaggio: Paolo Ceccarelli e Ubaldo Righetti. Ancora presente nella memoria dei vecchi pescatori e dei parenti degli scomparsi, questo avvenimento luttuoso non si è mai perso nel tempo. Il 13 luglio 2002, a pochi metri dall’imboccatura nord del porto canale di Riccione, è stata sistemata un targa commemorativa che riporta la frase: “Vita e gloria al marinar che al mar dona rispetto”.

Il rispetto per il “mostro mare” si respira ancora sulla banchina del porto canale, dove i pescatori ancora gli riconoscono il rispetto che si merita.

Non solo a Riccione: anche Rimini ricorda e omaggia i marinai e le loro donne con una statua in bronzo, “La Sposa del Marinaio” realizzata dallo scultore Umberto Corsucci da un’idea di Giancarlo Cevoli. Un’opera che segna l’inscindibile legame di amore e timore con il mare “per ricordare le donne che sulle banchine del porto aspettavano i loro uomini dal lavoro e dal mare, per non dimenticare quelli che non sono tornati“. Un’opera grande e possente che pure racconta la fragilità dell’uomo davanti al gigante mare.

Ma il mare di Rimini è soprattutto immaginario. È un sogno. Il sogno del divertimento, ma anche il sogno di uno stile di vita, di un modo di “prendere” le cose e vivere. Le immagini restituite dai film di Federico Fellini, Amarcord su tutti, ci catapultano dentro un altro mondo fatto di personaggi strambi e allo stesso tempo autentici. Possiamo dire che i turisti nel tempo hanno frequentato Rimini anche per ritrovare quei “tipi romagnoli”? E chi può dirlo.

Certo è che oggi come ieri Rimini conserva il suo fascino. Oggi, forse l’accento è puntato più sulla qualità dei servizi – nelle spiagge e nelle strutture alberghiere – e sul successo della vacanza e sul divertimento assicurato e low cost per tutti. Ma il fascino questa vecchia signora non l’ha perso. Il sogno continua ad essere alimentato, un anno dopo l’altro. Basti pensare all’estate 2012 quando sul piazzale del porto è comparsa una grande ruota panoramica… per un viaggio tra le nuvole.

foto @Stefano Rossini, Riccardo Varini, Antonio Morri, Info Alberghi srl

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Angela De Rubeis

Giornalista, laureata in comunicazione e giornalismo. Si occupa di viaggi e culture altre, consigli più o meno utili e indicazioni "popolane". Redattrice per Info Alberghi srl.

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