gabicce mare vista dall'alto

“Hey, ma questo borgo spacca!”

Negli ultimi tempi, grazie ad amici che a quanto pare se ne intendono di Riviera godereccia molto più di me, ho scoperto passeggiate e vedute marine che non conoscevo affatto. È proprio vero che un posto più è vicino e meno lo si bazzica, quando magari si passano settimane in Cambogia (prima della crisi). Senza nulla togliere alle fantasmagoriche “cattedrali” nella jungla, la Romagna è riuscita ancora una volta a sorprendermi in fatto di gusto e leggerezza.

È il caso di Gabicce Monte, che sin da piccolo associavo solo alla Baia Imperiale – un’altra “cattedrale” -, verso cui sono stato trascinato per una pizzata. Solo che i miei amici, oltre ad essere buoni intenditori della Romagna, sono innanzitutto delle “buone forchette”. Per cui l’antipasto della pizza si è basato su fornarina e un bombardamento di fritto misto di pesce – il settimo giorno Dio inventò la tecnologia del fritto -. Della serie, dimmi cosa mangi e ti dirò che carboidrato sei.

Il tutto sullo scolpito promontorio di Gabicce, incorniciati in una vertiginosa terrazza sul mare. La vista notturna è mozzafiato e raggiunge persino il faro di Ravenna. Un mare di luci scricchiolanti segnano il confine col grande vuoto nero dell’Adriatico. Una scena che mi ha ricordato, per un’analoga vista o forse perché anche lì mi sono “sfondato” di fritto, un ristorante sulle colline libanesi in cui pranzai. Anyways, le vie del minuscolo borgo sono disegnate dalle umili e pittoresche casette marinare tipiche di queste zone, come staccate da una fotografia d’inizio Novecento. Da vedere!

Di giorno, poi, è prodigiosa la strada panoramica che di lì prosegue fino a Fiorenzuola di Focara, l’altrettanto minuscola cittadina medievale di cui Dante fa cenno nella Divina Commedia. Una tappa da segnarsi per la sua spiaggia: il raggiungerla a piedi, giù per il declivio, scoraggia i meno temerari, ma è talmente bella e intonsa che rinfranca qualunque camminatore. Una tale salita da far cantare le natiche!… e risparmiare sulla palestra.

fiorenzuola focara dall'alto

 

Cambiando scenario, gli stessi amici buongustai mi hanno portato a mangiare il pesce a Cesenatico – sì, noi mangiamo e basta – dove a quanto pare c’è un’ottima selezione di ristoranti, anche piuttosto chiccosi. Lì ho camminato per la prima volta sul suo lungomare. Direte voi: ma dove hai vissuto fino ad oggi? Effettivamente noi riminesi di Rimini tendiamo ad essere un po’ riminocentrici. Sì è riminocapito? Tornando a noi, tale passeggiata è stata un’altra piacevole scoperta considerando il buon grado di conservazione di codesta direttrice.

Lungomare Cesenatico

Gli eleganti hotel in stile liberty riflettono una schiera di boutique e negozi d’artigianato da fare invidia alla “capitale” della costa, che dovrebbe invece temere di più la concorrenza delle agguerritissime città satellite; piccole, ma con tanta voglia di mettersi in mostra. Queste hanno saputo rinnovare la propria pelle con locali raffinati curati nel dettaglio – e un architetto nota i dettagli -: materiali, finiture, sistemazione degli spazi… Batte un cuore innovativo in periferia. Da visitare col taccuino per prendere appunti.

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Mirco Paganelli

Giornalista freelance

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