Squacquerone Dop, la Romagna festeggia

Arriva finalmente la Denominazione di Origine Protetta per lo squaquerone romagnolo. Ha dovuto attenderla per ben 10 anni ma alla fine la perseveranza è stata premiata!
Lo squaquerone è in buona compagnia, si tratta infatti della 35^ Dop in Emilia Romagna. A distinguere questo formaggio così tipicamente romagnolo è la consistenza morbida e cremosa della sua pasta, il colore madreperlaceo e l’aroma delicato di latte con una nota erbacea.

Lo conosciamo da anni, l’abbiamo assaggiato in tutte le salse ma lo abbiamo trovato irresistibile nella piadina, ad accompagnare il prosciutto o la rucola. L’abbiamo apprezzato anche da solo, con tutto il sapore delle cose genuine di un tempo e quella semplicità schietta e sincera che ci parla di Romagna. E’ lo squacquerone, un formaggio fino a questo momento ritenuto poco nobile, che ora sale finalmente sull’Olimpo dei formaggi a Denominazione di Origine Protetta.

Del resto, questo formaggio ha una storia molto antica. Il suo nome deriva dal dialetto “squaquaron”, a sottolinearne la consistenza acquosa. Le prime notizie certe sullo squacquerone risalgono al XIX secolo ma la tradizione orale lo rimanda indietro nei secoli fino al I sec. d.C.
Quando ancora non esisteva il frigorifero, i contadini lo preparavano d’inverno per favorirne la conservazione e lo consumavano in famiglia con la piadina o, quando c’era, il pane. Col passare degli anni, questo formaggio morbido si è affrancato dall’idea di formaggio povero per essere apprezzato anche dai palati più raffinati.

Ecco perchè lo Squacquerone è molto più di un formaggio, è un tassello di storia della Romagna!

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Romina Balducci

Redattrice per Info Alberghi srl

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