Longiano

Tour della Romagna: Longiano, alla scoperta della Linea Gotica e Guttuso

Quello romagnolo è un contesto ricco di opportunità di svago ma soprattutto culturali. L’entroterra, da questo punto di vista è un piccolo gioiello, ricco di storia e di strutture architettoniche preziose, con borghi tra i più belli d’Italia, con strutture ancora integre e ben conservate. Tra i tanti itinerari e zone che vi abbiamo consigliato di visitare (Il Castello di Montebello con il mistero di Azzurrina, l’area del Montefeltro, la Valmarecchia e tante altre) ne aggiungiamo un’altra: Longiano. Questa bellissima località si trova tra Cesena e Rimini, facilmente raggiungibile dalla via Emilia (tra Gambettola e Savignano sul Rubicone sono numerose le indicazioni verso le colline che portano a Longiano).  Una visita è d’obbligo, tra le vie del piccolo borgo vi imbatterete in piccole sorprese, come il teatro o i quadri di Guttuso proprietà di un vecchio poeta.

Tra arte e storia

Longiano fortezza
La fortezza di Longiano è stato per secoli un baluardo di difesa sulle colline romagnole contro le invasioni (in seguito, durante la seconda Guerra Mondiale è stata anche caposaldo della Linea Gotica), ed è divenuto in seguito una  delle residenze della famiglia dei Malatesta. Il borgo che circonda il castello, arroccato sulla cima del colle, ha mantenuto intatta tutta la suggestione di un piccolo paese medievale. Terrazzi verdi e colline morbide fanno da incantevole scenario a Longiano, dando vita ad un paesaggio tanto bello quanto generoso di prodotti. In questo lembo di Romagna si producono grandi vini, formaggi, oli extravergini di oliva e frutta. Non a caso la vallata che corre sotto i merli del castello è chiamata la valle dei ciliegi, per la quantità e qualità dei frutteti che vi si trovano.

Non si conosce la data esatta di fondazione del castello, ma è probabile che sia stato costruito tra il VII e l’VIII secolo come difesa dalle invasioni longobarde. La prima attestazione documentata risale al 1059. Da quel momento Longiano seguì le alterne vicende di Rimini, e quando la città cadde sotto il dominio dei Malatesta, il castello subì lo stesso destino. Dopo gli attacchi da parte dei cesenati e dei forlivesi i Malatesta modificarono ed ingrandirono la Rocca che ancora oggi si vede, a maggiore fortificazione del Castello. Il castello rimase della famiglia riminese fino alla caduta, quando passò sotto la chiesa. La struttura massiccia della rocca è ben visibile anche da lontano ed l’elemento più caratteristico del borgo. Nonostante la mole, il complesso fortificato svetta nel punto più alto innalzando le sue merlature e le torri. Da qui è possibile godere di un’ampia vista su tutta la vallata sino al mare Adriatico.
Fuori dalle tre cinte murarie del castello, passati sotto l’antica porta medievale, una lunga strada percorre il crinale del colle. Qui si sviluppa il borgo che si allarga in una piazzetta circondata da giardini e da bar e locali con sedie e tavoli fuori – in cui mangiare nelle piacevoli notti estive – fino ad arrivare al Teatro Petrella, uno dei luoghi più importanti da visitare.

A spasso per il borgo

borgo Longiano
All’interno del borgo vi sono altri luoghi meritevoli di una visita. La Collegiata di San Cristoforo ha una storia molto antica e la prima edificazione è antecedente all’anno mille. L’edificio attuale è quello ricostruito alla fine del seicento e consacrato nel luglio del 1712. Nello stesso periodo fu costruito anche il campanile. Pochi anni dopo venne elevata a “Collegiata Insigne”. All’interno della chiesa è possibile ammirare opere pregevoli di Antonio Lilio, di Benedetto Coda, di Gian Gioseffo del Sole, di Mariano Urbinelli ed il bassorilievo in terracotta del Graziani.

A ridosso dei bastioni del castello malatestiano si trova invece l’Oratorio di S. Giuseppe Nuovo. L’edificio fu costruito nel 1703, anche se i lavori proseguirono per lungo tempo. Colpisce soprattutto l’armonia dello stabile, la sua forma a croce greca, ma soprattutto le eleganti decorazioni dell’interno: gli stucchi sottolineano gli elementi architettonici con conchiglie, putti, frutta e motivi floreali.

Vi è poi il Santuario del Crocifisso con l’attiguo Convento dei Frati Minori Conventuali, che custodisce una croce dipinta su tela e applicata a tavola del XIII secolo. Anche in questo caso la chiesa attuale, di stile neoclassico, è una ricostruzione della metà del XVIII secolo. L’edificio primitivo, di stile gotico, fu realizzato nel ‘300.  (Scuola di Giunta Pisano) e una Crocifissione di Scipione Sacco.

Santuario e Fondazione Tito Balestra

Da non perdere
Da non perdere la visita alla fondazione Tito Balestra, poeta longianese di fama nazionale, ospitata all’interno delle sale del castello. La fondazione raccoglie il patrimonio figurativo di 2185 opere, tra oli, grafiche e sculture raccolte dal poeta nell’arco della sua vita. Quella di Longiano è una delle principali raccolte di arte moderna della Romagna. Nei cinque piani in cui è allestita (dal seminterrato al terzo) si possono ammirare lavori ed opere di Guttuso, Guerra, De Pisis, Morandi, Sironi, Maccari e molti altri, oltre a poter visitare le sale interne della rocca.
Vi è poi, il Museo del territorio (in via Giannini), che raccoglie numerosi reperti legati alle antiche tradizioni e mestieri e di costumi, oltre a conservare una raccolta fotografica sui mestieri di una volta e i castelli malatestiani.

 

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Angela De Rubeis

Giornalista, laureata in comunicazione e giornalismo. Si occupa di viaggi e culture altre, consigli più o meno utili e indicazioni "popolane". Redattrice per Info Alberghi srl.

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