Sei in vacanza in Riviera? Visita il Montefeltro: una terra di confine tra dolci colline e fortezze inespugnabili

Palazzo ducale di Urbino

Veduta di Urbino

Territorio di confine, da sempre conteso e combattuto, il Montefeltro mostra ancora oggi i segni della sua posizione di frontiera. E’ facile per il viaggiatore scorgere questa particolare natura che si disegna in file di colli dolci e verdi dominati da torri, castelli, rocche, ognuno a guardia di una vallata, o di un borgo stretto sulla cima di una montagna o di una pieve che si fonde con la sacralità del luogo. E dove manca l’opera dell’uomo, è la natura rigogliosa che dà vita a scenari suggestivi di rara bellezza.

LE CITTÀ D’ARTE

Palazzo Ducale, Urbino

Palazzo Ducale, Urbino

In pieno rinascimento, Urbino fu il centro nevralgico di un sogno umanista voluto dal Duca Federico da Montefeltro. Pittori, architetti e letterati diedero vita ad una corte che ha ancora oggi presa sull’immaginario collettivo dell’Europa. Urbino è stata, sul versante Adriatico del Belpaese, ciò che Firenze è stata al di là degli Appennini. E’ sufficiente salire su un qualsiasi borgo turrito per scorgere altre torri e altri castelli. Da ogni parte si può vedere la sagoma quadrata di Montefiore, che domina la vallata del fiume Conca, e le torri di San Marino e la robusta fortezza di San Leo!

Per visitare Urbino servono gambe buone e lunghe camminate! La città si adagia comodamente su un colle e tutte le vie sono in salita o in discesa. Proprio la sua particolare disposizione l’ha salvata dagli orribili abusi edilizi che invece hanno colpito senza pietà altre parti del paese.

Il percorso del Montefeltro, più canonico, è quello che da Sassocorvaro punta a nord, alle spalle della Repubblica di San Marino, passando da Macerata Feltria, il massiccio di Carpegna e arrivando poi a San Leo, sulla valle del Marecchia, il fiume che scende fino a Rimini.

Oggi Macerata Feltria dà l’idea di essere un pigro paesone di campagna, nonostante il centro storico, molto ben tenuto che si sviluppa nella parte alta della città, e il teatro storico. Eppure la sua storia è davvero antica e prestigiosa, e risale al tempo dei romani. Lentamente gli scavi stanno portando alla luce i resti di Pitinum Pisaurense, un importante insediamento risalente al terzo secolo a. C.. La parte principale dello scavo si snoda attorno alla pieve medievale di San Cassiano, che sorge proprio dove un tempo si trovava la necropoli, zona nella quale sono stati rinvenuti importanti oggetti d’arredo funebre.

 

IL PARCO NATURALISTICO

Veduta del Sasso Simone e Simoncello

Veduta del Sasso Simone e Simoncello

Oltre Macerata si trova una delle zone più selvagge dell’intero Montefeltro, quella del Monte Carpegna e il Sasso Simone e Simoncello, oggi tutelata da un parco naturalistico. Il Carpegna è la principale altura del Montefeltro. La vetta raggiunge i 1415 metri sul livello del mare. Il versante orientale è un dirupo scosceso e improvviso (come San Marino, di cui fa geologicamente parte), mentre sull’altro versante è più dolce e la strada serpeggia attorno sino ad arrivare in cima, all’eremo. Più isolate ancora Pietrarubbia, con lo sperone roccioso di colore rosso, e le due montagne del Sasso Simone e Simoncello, circondate da imponenti foreste, al confine tra Marche e Toscana, nel cuore degli Appennini. Siamo di nuovo in zona calda, zona di guerra, in cui sono avvenuti gli scontro e le battaglie tra i Montefeltro, duchi di Urbino, e i Malatesta, i signori di Rimini. Lo si vede nei luoghi, lo si sente nei nomi: Montebello (il monte della guerra, dal latino bellum), Montecerignone, Torriana e San Leo, tutte fortezze e bastioni che si fronteggiano dalle cime delle montagne.

 

LE FORTEZZE

Rocca di San Leo

Rocca di San Leo

Tra tutti, il più famoso è proprio San Leo. La silhouette della rocca a strapiombo sul burrone è inconfondibile: i due grandi bastioni tondi ai due lati la rendono unica, opera ancora una volta di quel Francesco di Giorgio Martino che fortificò tutto il territorio del Duca. In una cella della fortezza passò gli ultimi anni il conte di Cagliostro, alchimista di fama internazionale, che fondò a Londra una società esoterica e per questo fu condannato a morte dal Sant’Uffizio. La pena fu commutata da papa Pio VI nel carcere a vita, da scontare nelle galere della fortezza di San Leo dove egli morirà il 26 agosto 1795, portando con se tutti i segreti di un’esistenza inquieta e avventurosa. Non sono da meno le due chiese del borgo. La pieve fu fondata durante il periodo carolingio e rimodellata nel IX secolo. Poco anni dopo sorse anche il Duomo. Sono tra i monumenti più antichi e affascinanti del centro Italia, a pochi metri l’uno dall’altro, ricchi di effigi, sculture, sbalzi e opere incredibili.

Continuando infine lungo la Valmarecchia si giunge a Sant’Agata Feltria, piccolo gioiello architettonico. Al centro del paese, si trova la rocca Fregoso, altro mirabile esempio di Francesco di Giorgio Martino.

 

 

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Angela De Rubeis

Giornalista, laureata in comunicazione e giornalismo. Si occupa di viaggi e culture altre, consigli più o meno utili e indicazioni "popolane". Redattrice per Info Alberghi srl.

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  1. San Leo e Gradara, piccoli grandi "Gioielli d'Italia" | Info alberghi 21 febbraio, 2013 at 15:01 Rispondi

    […] San Leo Tutti la considerano la capitale del Montefeltro. È famosa perché da qui sono passati sia San Francesco sia Dante. Ma è Cagliostro il protagonista di questa cittadina. Nella sua rocca venne a passare gli ultimi anni di vita, in prigionia, l’alchimista più famoso e discusso della storia. San Leo è un piccolo gioiello architettonico con la Rocca a sovrastare il piccolo centro storico. Per altre notizie su San Leo leggi l’articolo Sei in vacanza in Riviera? Visita il Montefeltro: una terra di confine tra dolci colline e fortezze … […]

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