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La dura legge del gavettone

Ferragosto, Maria/ un bimbo in acqua porta via.
Così recita il funereo proverbio rivierasco, già citato nel post di Maggio sui salvataggi in mare, secondo il quale la Vergine, per capriccio, ogni 15 di Agosto decide di far schiattare in acqua un minore per portarselo in cielo; forse annoiata da un Gesù Bambino oramai da 2.000 anni 33enne. (E per fortuna che è solo piena di Grazia…).

 

Ferragosto 2014. Nonostante il calo degli ossequiati russi, Rimini registra il tutto esaurito: crisi, ingoiati un po’ di strutto e fatti un giro! Secondo Trivago, la città è la meta estiva preferita dagli italiani. Al secondo posto Riccione, poi Jesolo. Stesso podio del 2013. Romagna docet; come sa allungare lei le gambe fino a Milano, Torino, l’Umbria, le Marche e il Triveneto per risucchiare famiglie, marmocchi e giovinetti non lo sa fare nessuno. Seguono Sorrento, Taormina, Vieste, Ischia, Gallipoli, Milano Marittima e Ravenna. La battaglia nord-sud si chiude 5 – 5. Da notare che 4 mete del nord sono tutte romagnole.

Eppure Rimini è stata scalzata da Gallipoli dal primo posto di in un’altra classifica, quella della migliore accoglienza per gli stranieri (sondaggio Pagine Sì!). Ultima arrivata, la “fredda” Cuneo che si è ribellata sui giornali: non sono fredda, è che mi disegnano così! A cosa badano in particolare gli stranieri? Patrimonio artistico e gastronomia. Dal Tempio Malatestiano alle Rocche dell’entroterra, dal cassone in spiaggia al formaggio di fossa in collina, il comprensorio riminese ha tutte le carte in regola per far ridiscendere Gallipoli nella sua posizione originaria: il tacco.

 

Tornando a Ferragosto, quanti nella storia sono stati traumatizzati dall’odiosa/spassosa usanza del lancio di “gavettoni”? L’etimo è latino: deriva da “gabetta”, tratto da “cavus” o “cavatae”, concavo, ad indicare piatti fondi da imbandir vivande; ovvero la gavetta dei soldati, in seguito utilizzata anche per fare scherzi, gettando l’acqua ai commilitoni dormienti. Ebbene, a questa estirpabile usanza è stato permesso di perdurare e di spandersi tra le file degli ombrelloni.

Ci sono varie tecniche per confezionare gavettoni micidiali, tutte imparate da bambino (perché i bambini sono bastardi dentro). Numero uno: cogliere la vittima di sorpresa. Si va dalle semplici pistole d’acqua (anche sei alcuni liquidator erano più grandi dei marmocchi che li imbracciavano) ai palloncini, gonfiati d’acqua, sigillati, lanciati e fatti scoppiare accanto alle vittime. Poi c’è il gavettone fatality di Mortal Kombat: riempite d’acqua gelida un secchiello per bambini (dall’ingenuo aspetto infantile) e svuotatelo sulla schiena di un ignaro bagnante, con un getto verticale e rapido. Una frustata di ghiaccio dallo “sciaf” capace di  scorticare vivi.

 

A proposito di bombe d’acqua, l’importante è non fare come i furbacchioni di Raibano che, vicino a Riccione, hanno trovato una bomba a mano della II guerra mondiale e, invece di allertare le Forze dell’ordine, hanno ben pensato di raccoglierla, trasportarla in auto fino in caserma, ovvero in un ufficio colmo di gente poi fatto evacuare, mettendo a rischio se stessi, automobilisti e dipendenti. Troppo sole dà alla testa. Per loro, gavettone fatality. E tu, che gavettone sei?

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Mirco Paganelli

Giornalista freelance

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