diventare famosi su youtube

Professione Youtuber: alla Festa della Rete le celebrità di Youtube

Fanno visualizzazioni da fare gola alle TV. Il loro costo a confronto è quasi zero (e questo fa pensare su quanto bastino buone idee). Sono gli youtuber o vlogger, quelli che caricano video sul “tubo”, quelli che hanno cominciato in chiave “caro diario” o “ciao, mi presento, questo è ciò che penso del mondo”, o con tutorial o scenette demenziali divenute poi web series.

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Come diventare star della rete? Youtuber italiani si raccontano a Rimini

Sono in vita da pochi anni (YouTube è nato nel 2005, divenuto famoso in Italia un po’ dopo). Alcuni sono già delle celebrità e sono accorsi a Rimini per la Festa della Rete. (Nella foto in basso, da sinistra a destra Matteo “Cane Secco” Bruno, Giovanni Santonocito “IlTuboDiGio”, Hmatt, Claudio Monteverde, Daniele “Doesn’t Matter”, Roberto Bonetti).

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Sono più di 1 miliardo gli utenti unici mensili di YouTube, 6 miliardi le ore di video guardate ogni mese nel mondo, 21 milioni di italiani vi approdano ogni mese, 100 ore di video al minuto pubblicate.
Numeri impressionanti. Se nel 2011 il 6% dei video venivano visualizzati su mobile, quest’anno si è passati al 40%.

Daniele Doesn’t Matter, come tutti, sostiene di avere aperto il canale per caso. Il duo Hmatt lo ha fatto per distogliere uno dei due da pene amorose. Poi per caso un video diventa – termine che dà sempre gusto usare – “virale”; si spande nel web, gli utenti non possono fare a meno di condividerlo sui loro canali e social network.

Ma il successo va consolidato. Come?
Fidelizzando il pubblico – spiegano -, in genere attraverso puntate, appuntamenti fissi annunciati con teaser che vedono anche sorgere collaborazioni tra youtuber diversi. La stessa dinamica degli imperi televisivi senza la bega delle sovrastrutture. Tutto più semplice e friendly. Giovane.

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I numeri hanno iniziato a gonfiarsi con Facebook e il comando “condividi”.

La peculiarità dello youtuber?
Partire dal basso – spiega Daniele -, riconoscersi nel pubblico, e il pubblico si deve riconosce in te. C’è chi inizia per cercare un trampolino di lancio e farsi vedere da grandi aziende. A me interessa stare qui.”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto: “Molti youtuber portati in altri media sono stati snaturati. Li hanno presi solo per accaparrarsi il loro pubblico.

Da dove nasce l’ispirazione?
Questo è un lavoro e un impegno – ne è convinto Cane Secconon ci si diverte e basta”.
Solitamente si pensa che, se il video dura 10 minuti, ci sono voluti 10 minuti per farlo – dice Daniele -. C’è un’ampia lavorazione dietro. Una media di 6 ore per scrivere il copione, 20 ore di riprese, diverse ore di post-produzione…”.

Hmatt parlano dei fan: “Ci sono quelli ossessivi che ti adorano e quelli che mettono ‘non mi piace’ senza nemmeno vedere il video. Usiamo molto il feedback e i commenti per decidere il video successivo.

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Il pubblico va coccolato – spiega Daniele -. Come secondo lavoro rispondo a tutti i messaggi privati”.

E come si monetizza?
A un certo punto aumenta il traffico, si viene contattati da Google che propone di mettere la pubblicità nel video. Più viene cliccata, più si guadagna (una media di 1 dollaro ogni 1.000 visualizzazioni, anche se il tutto è molto variabile).

Un tempo c’era solo la Tv generalista (e ti doveva andare bene per forza), poi la Tv tematica (per accontentare palati diversi), poi YouTube (dove puoi persino dire in diretta che qualcosa non ti piace e determinare il contenuto del video successivo).
C’è chi la chiama democrazia.

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Per rivedere l’incontro, ecco il link:

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Mirco Paganelli

Giornalista freelance

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