San Giuliano di Rimini

La Rimini che non ti aspetti, tra borghi di pescatori, opere d’arte e colli di buon cibo e vino

Borgo San Giuliano è il cuore antico di Rimini; una Rimini nelle cui viuzze sopravvive tutto il sapore della città felliniana, al di là del fiume Marecchia e dello storico Ponte di Tiberio, distante dalla più bizzarra e chiacchierata riviera delle vacanze. Ancora oggi nelle piccole case dai colori pastello, a ridosso del fiume, nelle serate temperate, si incontrano gli anziani per la classica “veglia”, le chiacchiere in strada.

Luogo di memoria e meditazione, ma anche di buona cucina, grazie alle osterie tipiche che si trovano nei vicoletti che verso sera si riempiono di odori gustosi e inebrianti.
Un’occasione in più per visitare questo delizioso borgo è la “Sagra dell’Artigianato”, ogni venerdì fino al 7 settembre dalle 18.30 alle 24 in Piazza della Balena.

Attraversato il ponte si mette piede nel centro storico, dove le vestigia romane sorgono a fianco delle chiese medievali, come la chiesa di Sant’Agostino, la più antica di Rimini, o il rinascimentale Tempio Malatestiano opera di Leon Battista Alberti.

Da piazza Cavour una meta obbligata è la Vecchia Pescheria settecentesca, della quale rimangono i banchi in pietra d’Istria e il ricordo delle donne con il fazzoletto in testa che vocianti offrivano i pesci freschi dell’Adriatico e soprattutto – nell’adiacente piazzetta, le poveracce – le vongole, contenute in grandi sacchi e pesate con la stadera sotto l’occhio attento del cliente. Nelle viuzze oggi sorgono numerose canti nette.

Rimini però non è solo centro e mare. Alle spalle della città e dirimpetto al mare si erge il colle di Covignano. Qui tra le ville residenziali, il santuario della Madonna delle Grazie del 1391, la chiesa di San Fortunato, i luoghi dove si mangia la piadina e il pesce, gli angoli dedicati alle discoteche (Il Paradiso e Bandiera Gialla), le fonti minerali della Galvanina, c’è spazio per la campagna, per la vite e per gli ulivi. E’ proprio su questi colli a ridosso della città che oggi si producono alcuni dei vini più interessanti.

Dopo aver percorso la pedemontana e aggirato il colle, si incontra la Marecchiese che risale, accompagnando il fiume, da Rimini sino a Villa Verucchio. Qui, soprattutto nelle sere estive, i profumi della campagna, degli olivi e delle viti incorniciano il panorama della rocca malatestiana che domina sul vecchio borgo medievale fatto di stradine, pietre e anfratti. Incontro, quello tra natura e cultura, valorizzato dai ristoranti della zona, in cui si può sperimentare la buona gastronomia romagnola. I menù propongono una cucina tipica, ingentilita e impreziosita dalla riscoperta di ricette medievali.

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credits foto flickr.com/photos/lemonet/ e flickr.com/photos/kappaska/

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Angela De Rubeis

Giornalista, laureata in comunicazione e giornalismo. Si occupa di viaggi e culture altre, consigli più o meno utili e indicazioni "popolane". Redattrice per Info Alberghi srl.

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