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La Catena di Zampanò… A Rimini il primo Premio Italiano per gli artisti di strada

Siamo all’anniversario numero 20 della morte di Federico Fellini, il maestro del cinema italiano che ha fatto il giro del mondo. Ma Fellini è nato a Rimini, ha fatto di Rimini il “set” di molti suoi film e non è mai stato dimenticato. Quest’anno il “Teatro della Libertà” (associazione culturale locale) per ricordare Fellini ha organizzato il primo Premio Italiano per gli artisti di strada, La catena di Zampanò.

Del rapporto tra l’arte di strada e il regista riminese c’è poco da dire. Salta agli occhi di tutti. Basta guardare i suoi bellissimi film per veder saltare fuori clown e giocolieri, fenomeni da baraccone e personaggi bizzarri. La strada, in particolare pullula di personaggi alquanto bizzarri.

Il 14 e il 15 settembre in piazza Cavour verrà messa in premio proprio – La Catena di Zampanò (oltre ad un assegno di 1000 euro), ossia quel particolare oggetto che Gelsomina usava in quel film insieme al suo protagonista, Zampanò.

Una festa nella festa. Da una parte si potranno vedere le arti degli artisti in gara dall’altra nel centro storico ci saranno mercatini, cibo locale e concerti. Una due giorni dedicata all’arte di strada e agli artisti che hanno fatto del cemento e del cielo il loro teatro. In piazza Tre Martiri verrà allestita anche una mostra a tema.

Qui il programma de La Catena di Zampanò e l’evento su Facebook.

La Catena di Zampanò

La locandina del film di Fellini, premiato con l’Oscar nel 1957

La Strada

Questo film di Federico Fellini è datato 1954. Tre anni dopo – nel 1957 – si aggiudica l’Oscar come miglior film straniero. È la prima statuetta della storia di questa sezione, istituita proprio nel 1957.

Il protagonista è Zampanò, che si muove nell’Italia degli anni ’50 da una campagna all’altra per mostrarsi al pubblico come un “Maciste” che mette in scena delle prove di forza. Una sorta di artista un po’ straccione che però insegna il “mestiere” a Gelsomina, sua compagna di viaggio.
Una coppia assortita dove la dolcezza della ragazza si contrappone alla durezza di Zampanò che poco la considera.

La chiave di volta della storia è l’entrata in scena del “Matto” un acrobata che per errore lo stesso Zampanò ucciderà. In seguito si libererà del corpo (gettandolo sotto un ponte) sotto gli occhi di Gelsomina che rimarrà profondamente colpita da questo evento tanto da cominciare a mostrare segni di squilibrio mentale. Zampanò si occuperà per un po’ di lei ma poi l’abbandonerà…sulla strada, appunto. Zampanò saprà della sua morte molto tempo dopo e la piangerà, da solo… in riva al mare.

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Angela De Rubeis

Giornalista, laureata in comunicazione e giornalismo. Si occupa di viaggi e culture altre, consigli più o meno utili e indicazioni "popolane". Redattrice per Info Alberghi srl.

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