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Anche tu eri in coda per Ligabue? Allora non leggere

E poi ci sono i fulminati che si mettono in coda ai concerti dal giorno prima. Anzi, ancora peggio, quelli che passano “Certe notti” all’addiaccio fuori dalla biglietteria del palasport di Riccione per accaparrarsi i coupon che avrebbero permesso di prendere due biglietti che danno l’accesso a un concerto che al mercato mio padre comprò. Un meccanismo malsano quello del “Mondovisione tour” di Ligabue che, di punto in bianco – lui che riempie gli stadi – si è messo in testa di cantare nella tana di Pollicino. Ligabue! Quello che se svuotassero l’Adriatico lo riempirebbe di fan urlanti “contro il cielo”. È proprio il caso di dirlo: “Ho perso le parole”.

Certo ho patito anch’io per “il Liga” in adolescenza. Andai al concerto al Romeo Neri di Rimini quando il suo rapporto con la città era al top dopo che ci aveva girato “Da zero a dieci”. Pioveva che Dio la mandava. Lui aveva l’influenza e noi eravamo un tutt’uno con le mutande e scarpe inzuppate. Ora il rocker ha smesso di farsi la tinta e sul palco sembra che si esibisca suo nonno.

È proprio vero che la disoccupazione fa male. Una mia cara amica – che dopo avermi letto con tutta probabilità non sarà più tale – si è persino presa un giorno di ferie per fare la coda alla biglietteria… UN GIORNO DI FERIE, capito?! Che poi se lo è consumato dormendo dato che è stata in fila dalle 4 alle 11 del mattino. “Mirco, pensa che quando ero arrivata c’erano già 150 persone”. Grazie, ora sto meglio! Si saranno sfondati di “Lambrusco e pop corn” facendo “Sogni di rock’n’roll”? Chissà.

Forse dovrei stare zitto, io, che ho fatto 12 ore di coda per vedere Madonna a San Siro. Ma almeno i biglietti me li sono goduti arrivare a casa con ticketone! (E ad ogni modo un’esperienza simile MAI PIÙ nella vita). Le persone che si vedono in queste occasioni sono le più assurde, c’è da chiedersi dove le tengano nascoste per tutto il resto dell’anno. Gente attrezzatissima con tende e fornelli – manco andassero a cacciare cinghiali -, esaltati e travestiti… Per Madonna vidi una ragazza passare tutta la giornata sotto il sole (e parliamo di giugno + Milano + asfalto = invochi la morte) con un vestito da sposa. Proprio “Like a virgin”. Mah.

Esiste tutto un sottobosco di fan sfegatati che quotidianamente si mascherano da impiegati, commessi, bancari, operai, ecc. e che non appena arriva l’ora X iniziano a scalpitare dalle postazione di lavoro – con i piedi sotto la scrivania in posizione di partenza alla Usain Bolt -, si tolgono la divisa dell’ordinarietà ed indossano la maglia infuocata del delirio… C’è quasi da aver paura. La prossima volta che incontri un azdora romagnola stendere la piada fai attenzione: potrebbe essere posseduta da Orietta Berti da un momento all’altro.

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Mirco Paganelli

Giornalista freelance

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