boss delle torte

I cupcake «digitali» di Buddy Valastro

Cupcake, glassa, pasta di zucchero, gelatina, burro, pan di Spagna. C’è poco da stupirsi a guardare il doppio mento di Buddy Valastro, il pasticcere più famoso della storia (televisiva). Il 18 gennaio l’italo-americano del New Jersey (che poi perché chiamare italo-americano uno nato e cresciuto in America, con passaporto americano e che non spiccica una parola di italiano?) ha fatto tappa a Rimini per il Sigep, la fiera della pasticceria artigianale. Per lui orde di fan romagnoli; manco fosse la Pausini o Pezzali. Che potrebbe benissimo essersi mangiato.

Una fenomenologia digitale. Fino a 10 anni fa era impensabile che un pasticcere avesse delle groupie. Cos’è cambiato? Di certo c’entra la tv, quel magma elettromagnetico che attraversando l’aria che respiriamo ha ripercussioni sulle nostre vite esattamente quanto…l’aria che respiriamo. Premesso che è sempre più difficile dire se sia più la televisione a influenzare i nostri stili di vita o se siamo noi a determinarne i contenuti, di certo se chef-pasticcieri-stylist-truccatrici-designer sono diventati delle star il merito è della crisi di creatività della tv generalista (Rai e Mediaset) e del successo di quella digitale. Basta guardare mamma Rai, anzi nonna Rai, sempre più ingessata e fossilizzata sui conduttori degli Anni 90: il prime-time è ancora in mano a Milly Carlucci, Carlo Conti e Antonella Clerici. Per non parlare degli show di Ranieri, Morandi e Al Bano: tre salta-giarrettiera Beghelli per gli ospizi. Fiction e programmi di punta narrano con nostalgia eventi o personaggi del bel tempo che fu. I minori introiti pubblicitari hanno indotto i due imperi generalisti a puntare sull’usato sicuro. Perché mettere in soffitta la sempiterna abbronzatura di Carlobama Conti o il confortante girovita di Jerry Scotti?

La Cina insegna: chi investe, cresce. E ad investire sono state le televisioni più piccole – e mica tanto piccole: Sky ha fatto bingo con sport, telefilm, X-Factor e Masterchef; i bambini hanno transumato verso Boing, Rai Yoyo, Gulp e K2; il gruppo Discovery vanta programmi seguitissimi su Focus TV, D-max e Real Time. E proprio da quest’ultimo canale su stili di vita, makeover e tutorial, seguitissimo anche a Rimini, è sbucato fuori il nostro Buddy. La nuova galassia di canali tematici ospita show di culto per tv-addict, dove ciascun telespettatore può trovare il programma su misura per lui/lei. Canali tv come banchi frigo del supermercato: uno sa che il salmone o la platessa lo trova nel banco pesci. Nella tv generalista, invece, tocca accontentarsi di quello che c’è: un bosco di insipienza tuttora magnetica.

Buddy è come un musicista tweet-star, il divo di una web-serie o un vlogger di tendenza. Deve tutto il suo successo ad una televisione che, nel suo stile di fruizione, è sempre più simile ad internet. Dovrebbe quasi ringraziare il mondo dei server con dei cupcake digitali.Buddy Valastro il boss delle torte

 

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Mirco Paganelli

Giornalista freelance

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