Paesaggi del Montefeltro

“Casa mia l’ha dipinta Piero della Francesca!”

Ci sono i musei tradizionali, scrigni di opere simbolo dell’umanità e della natura (l’arte, la scienza, la tecnica, le scienze naturali, l’archeologia…) e poi c’è il “museo diffuso”, o ecomuseo: il museo che esce dalle mura e dalla successione di sale per diffondersi nel paesaggio. È il caso dell’esperienza “Montefeltro – Vedute Rinascimentali”, una serie di balconi panoramici, allestiti nel territorio che fu dei Duchi di Urbino, che ripropongono le stesse vedute di celebri dipinti nei fondali di Piero della Francesca e di Leonardo da Vinci; terrazze che celebrano, così, la meraviglia e il perfetto grado di conservazione – dopo mezzo millennio – di questo territorio collinare che non ha nulla da invidiare alla più internazionale Toscana.

Questo originale tipo di allestimento è il frutto di anni di estenuanti ricerche da parte di “cacciatrici” di paesaggi. Dipinti, carte topografiche alla mano e sopralluoghi hanno permesso di collocare geograficamente i profili montuosi ritratti, ad esempio, alle spalle di Federico da Montefeltro e Beatrice Sforza nei loro celebri profili (vedi immagine di copertina) di Piero della Francesca. I Signori di questa terra – che va da Urbino fino alla Valmarecchia, San Marino compresa – hanno avuto l’onore di immortalare per sempre il volto dei loro possedimenti attraverso le pennellate di uno dei più grandi maestri del Rinascimenti. Altro che Instagram!

Nulla da invidiare alla Toscana, dicevo. Per fortuna o per sfortuna queste vallate sono ancora poco conosciute e battute dai visitatori che non risiedono nelle immediate vicinanze. Questo ha permesso di evitare l’invasione bizantina dei turisti stranieri del tipo toscano che ha trasformato, uno fra tanti, il centro storico di San Gimignano in un’accozzaglia di vetrine di souvenir e di americani disperati in cerca di un bagno. Allo stesso tempo, però, la qualità naturalistica del Montefeltro – e della Valmarecchia in particolare con i suoi tanti centri -, con le sue dolci e verdi colline, le cime più aguzze coronate da rocche medievali, i fitti boschi rigogliosi e i ruscelli e ruscelletti che li cingono come ghirlande, rappresentano un fazzoletto di Arcadia che esige una visita.

Ho avuto modo di “fare da guida” in questo entroterra ad amici del nord Italia e del nord America, e lo stupore nei loro occhi era palpabile. Nelle giornate di sole, poi, il cielo è così limpido sopra quei corridoi di prati verdi che corrono verso il mare, che sembra quasi di poter mordere l’azzurro, tanto è intenso. I fondali dei dipinti protagonisti di questo “museo all’aperto” sono così fedeli da fare invidia a Google Maps e a Street-view. Da visitare per lasciarsi abbracciare da pennellate rinascimentali!

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Mirco Paganelli

Giornalista freelance

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